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Lost: l’ultimo atto | Like Streaming
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Lost: l’ultimo atto

Lunedì 5 luglio sono andate in onda su Rai Due le prime puntate dell’ultima serie del telefilm Lost. Arrivati alla sesta stagione, i produttori Cuse e Lindelof hanno deciso di concludere una lunga avventura cominciata nel 2004 e terminata questo maggio negli Stati Uniti.

22 settembre 2004: il volo Oceanic 815, partenza da Sidney, si sta dirigendo verso Los Angeles. 324 persone a bordo, ognuna con il suo bagaglio personale di esperienze, di problemi: c’è chi deve seppellire il padre, chi vuole dare il proprio figlio in adozione, chi ha commesso un omicidio. Sei ore dopo la partenza, la radio di bordo si rompe, si perdono i contatti e così i piloti decidono di virare per atterrare alle Fiji. Quando incontrano la turbolenza si trovano 1000 miglia fuori rotta.

Non arriveranno mai alle Fiji…

La sinossi è piuttosto elementare: un gruppo di persone si ritrova a convivere su un’isola misteriosa dopo che l’aereo sul quale viaggiavano è precipitato. Dei 324 individui che si trovavano sul volo Oceanic 815 solo 48 sopravvivono, anche se il numero sarà destinato a scendere drasticamente.

La particolarità di questa serie è il suo sviluppo temporale. Ogni puntata equivale a 24 ore di vita sull’isola e l’episodio successivo si allaccia al precedente. Tutta la storia viene sviluppata davanti a noi, non ci sono salti temporali e nessun particolare della trama viene nascosto. L’unica rottura temporale proviene dai vari flashback disseminati nell’arco dell’episodio che ci mostrano le vite dei 14 protagonisti principali e ci fanno conoscere meglio la loro storia prima dell’isola. Grazie a questo scopriamo che, in un modo o nell’altro, le vite di queste persone si erano già incrociate. Nell’episodio 12 della terza serie scopriamo che due sopravvissuti hanno lo stesso padre senza che ne siano a conoscenza.

Eliminati i flashback nell’ultima serie, la narrazione si divide fra la vita sull’isola (cosa è successo dopo l’esplosione della bomba) e una specie di “realtà parallela” (ossia cosa sarebbe successo se il volo Oceanic 815 fosse atterrato a Los Angeles).

Lost può essere definito come un telefilm “rivoluzionario”: oltre al particolare sviluppo temporale, dobbiamo considerare il complesso miscuglio di generi che l’accompagnano. Dal dramma alla commedia, dall’avventura al giallo, arrivando addirittura alla fantascienza.

Chiunque può appassionarsi: è facile identificarsi con i sopravvissuti poiché sono persone normali e, probabilmente, questo è stato uno degli elementi che l’ha reso così famoso.

Tanti misteri ci accompagnano puntata dopo puntata. Alcuni sono stati svelati, dal motivo che ha causato la caduta dell’aereo alla scoperta dei misteriosi abitanti del luogo, ma tanti altri no e questo ha fatto in modo che si sviluppassero le teorie più strane a riguardo.

Rispetto agli inizi, la serie è cambiata moltissimo nel corso degli anni. La semplice storia che sembrava, cioè dei sopravvissuti a un incidente aereo precipitati su un’isola inquietante e misteriosa, è defluita in un telefilm che abbraccia molte sfere, come la mitologia o i viaggi nel tempo.

Si spera che, come gran finale, i produttori decidano di regalare ai fan la scoperta dei misteri accumulati nel corso del tempo, tanti elementi che non sappiamo se alla fine delle 18 puntate programmate riusciranno ad essere tutti svelati.

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Filed Under: Televisione

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