“Siamo tutti spiati”…ma ancora per poco…
“What the world needs now is love sweet love”. Così comincia la canzone cantata nel 1965 da Jackie De Shannon. Oggi, nel 2010 il nostro Premier le canta e le suona di santa ragione (questa volta però senza Apicella). E le canta bene! Questa mattina il nostro Presidente ha dichiarato, all’assemblea della Confocommercio, in tema di ddl (questione a lui davvero cara più del fatto di non potersi riposare in nessuna delle sue 3 case in giro per il mondo..una delle quali alle Bermuda), che non è giusto perdere tempo per l’accettazione del decreto sulle intercettazioni (incredibile qui non lavora proprio nessuno, quante volte devono leggerlo questo decreto?nemmeno alle poste si aspetta così tanto!)! Parole molto dure, seguite da altre ancora più aspre e pungenti. Il Cavaliere ha poi infatti esclamato “siamo tutti spiati!!”. Già, proprio così, in Italia coloro che ci governano (e di cui non abbiamo proprio questa massima fiducia…come lasciare una banconota da 500 ad un ladro…) sono sotto controllo. E da chi? Da tutti. Questo è un problema gravissimo per la democrazia. Non si possono ascoltare le conversazioni di persone che tentano di raggirarci in qualsiasi momento della nostra vita. Non si possono spiare le persone che comprano ville immense accanto a monumenti storici pagandole come un chicken menù di Mac Donalds. Non si possono ascoltare le parole di chi è indagato o anche solo minimamente sospettato per aver messo le mani, le dita e tutto il corpo dove non bisognava metterle…e purtroppo non si parla del naso. E’ una vergogna, a prescindere da destra, sinistra e Casini….vari. Ciò di cui l’Italia ha bisogno, per tornare a quella splendida canzone, è….il nulla. Il vuoto completo. Perchè sapere? L’uomo vive così bene nell’illusione e nel credere che tutto fili liscio come l’olio. Quindi perchè allarmarlo? Ecco cosa voleva dire Berlusconi! Basta intercettazioni perchè non vogliamo far preoccupare gli italiani! Da qui la traduzione della frase “siamo tutti spiati” in: stiamo tutti rischiando di essere scoperti con le “dita nel naso” e di non uscirne con la nostra solita e bella faccia linda e pulita (come i nostri conti svizzeri), quindi smettiamola di angosciare gli italiani con i nostri problemi perchè, si sa, i propri panni si lavano in casa. E che casa!







