Maria Luisa Busi ha ancora qualcosa da dire
Ci fa piacere leggere ancora le parole di una persona che si è rifiutata di fare il burattino dell’informazione. Lo ha fatto togliendo il suo volto dalla conduzione del telegiornale delle venti e scrivendo una lettera molto chiara e incisiva per spiegare le sue motivazioni, una lettera che è diventata anche la fotografia del declino dell’informazione italiana. La Busi non ci sta. Nell’intervista rilasciata a Vanity Fair quando le viene detto che Minzolini vuole svecchiare risponde pacatamente: “Non sono contraria allo svecchiamento il problema è che di fatto il Tg di Minzolini sceglie di non raccontare più il paese. Viene dedicato spazio a notizie che dire leggere è poco. Il risultato è la rappresentazione di un paese di plastica” La ex conduttrice ricorda con imbarazzo il servizio dei Cigni ucraini rimasti intrappolati nel ghiaccio al quale furono dedicati quindici secondi “un’eternità in televisione” mentre nella medesima edizione per lo sciopero generale in Sardegna ne furono spesi venti. Quarantasei anni, madre di due bambine di 6 e tre anni e moglie di Riccardo Chartroux giornalista del Tg3 Maria Luisa Busi non è mai stata una “star” in cerca di visibilità ma semplicemente una donna che per professione cerca e legge (o meglio leggeva) notizie. Mestiere che se fatto bene ultimamente comporta problemi. La giornalista ribadisce che la sua decisione non è stata presa d’impulso. I suoi dubbi sono iniziati dopo un editoriale di Minzolini sulla D’Addario dove il direttore dichiarava il suo disinteresse perché si trattava di fatti personali del premier. Successivamente la falsa notizia dell’assoluzione di Mills l’ha indignata parecchio e con lei tutti i colleghi che non hanno firmato la raccolta di firme pro direttore e che per questo sono stati epurati.
Il colmo dell’inadeguatezza lo ha provato quando durante un servizio sui terremotati dell’Aquila si è sentita gridare “vergogna vergogna” dai cittadini lì presenti.
Ci tiene a precisare di non essere un’eroina ma una persona normale con una storia e una biografia normalissima arrivata quasi per caso alla rai dopo una gavetta in radio ed emittenti private. Niente genio, niente piglio da dura, nessuna posa da bella e intelligente e quando le viene chiesto se il suo aspetto fisico l’ha aiutata nella carriera ha risposto “quando muore il papa o devi fare una diretta o hai in studio Woody Allen e iniziano a bombardare il Kossovo e devi trovare il modo di tenere insieme queste due cose la bellezza serve a poco”. Sulla presunta rivalità con Lilli Gruber spiega che si trattava un tranello mediatico che le due colleghe hanno sempre aggirato con maestria. Alla sua sostituta Laura Chimenti augura solo buona fortuna. Alle donne che lavorano nel mondo dell’informazione rimprovera l’incapacità di creare una lobby e acquisire forza, tanto che nel Tg1 non c’è mai stata una donna direttore, esistono solo due caporedattrici contro 13 caporedattori e il classico notevole divario salariale tra donne e uomini. Tra gli ex direttori del Tg1 che le hanno espresso solidarietà ha citato Gianni Riotta, Gad Lerner e Albino Longhi e non manca di ricordare i gruppi di sostegno nati su Facebook che le ha fatto notare il marito e che le hanno fatto piacere.
Per il futuro non se ne andrà dalla Rai resterà come inviata a proporre servizi per gli Speciali , proposte che ultimamente sono cadute nel nulla, come i suoi servizi sulla crisi, sui precari della scuola su Termini Imerese e sul Sulcis sulle donne costrette ad andare all’estero per la fecondazione assistita. Se le arrivassero proposte da Sky o da la 7 non rifiuterebbe di vagliarle, ma pensa sinceramente di fare altro e di non voler più presentare un telegiornale.
Chiude l’intervista con il saluto che avrebbe voluto fare ai telespettatori alla fine del suo ultimo TG
“Buona sera questo è l’ultimo telegiornale che conduco. Vi auguro un buon futuro”
Glielo auguriamo anche noi.
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Grande prova di carattere che continua nel tempo!
Importante riflettere su cosa ci viene “propinato” ogni giorno dai media.
Guardare, ascoltare le notizie, ma con occhio vigile!